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Il mito di Medusa è raccontato da Esiodo nella Teogonia “Ceto generò (…) le Gorgoni, che hanno dimora al di là dell’oceano famoso, (…) Stenno ed Euriale e Medusa, che soffrì cose atroci: ella era mortale, mentre quelle erano immortali…”. Secondo la tradizione quindi Medusa era l’unica delle Gorgoni che poteva trovare la morte. Il mito vede Medusa rapita e violentata nel tempio di Atena da Poseidone, il dio dall’azzurra chioma. Atena si vendica per il sacrilegio sulla fanciulla trasformandola in un mostro che trasforma in pietra chiunque la guardi. Da allora nella storia dell’arte occidentale Medusa si è trasformata più volte subendo delle vere e proprie metamorfosi, dalle prime rappresentazioni scultoree, dove ci appare deforme e abominevole, alle successive nelle quali si inserisce un forte elemento di attrazione, fascino e ambigua bellezza. Proprio l’ambiguità della bellezza di Medusa ha rappresentato un elemento di ispirazione irresistibile per artisti e letterati di ogni tempo. Pittori e scultori si sono persi nel tentativo di raffigurarla da Luca Giordano a Caravaggio, da Rubens a Van Gogh. Mario Praz in “La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica” dedica il primo capitolo alla “bellezza medusea”, poeti come Shelley, Walter Pater e Goethe consacrano la scoperta dell’orrore come fonte di diletto e di bellezza avviando quella che diventerà, nell’Ottocento, una vera e propria moda.
“Pei romantici la bellezza riceve risalto proprio da quelle cose che sembrano contraddirla: dalle cose orride; è bellezza tanto più gustata quanto più triste e dolente”
Per Praz “la scoperta dell’orrore come fonte di diletto e bellezza finì per reagire sul concetto stesso di bellezza: l’orrido, da categoria del bello” diventò uno degli elementi propri del bello.
Nella letteratura fantastica e fantascientifica molti sono gli scrittori che si sono avvicinati al mito di Medusa. In particolare i narratori vicini al solitario di Providence, Howard Philips Lovecraft non potevano che rimanere affascinati dall’orrida “bellezza medusea”. Ma Medusa non è al centro dell’attenzione di artisti e letterati unicamente per la sorprendente ambiguità del suo fascino. Accanto agli stimoli che hanno spinto per secoli gli artisti a confrontarsi con questo mito si configura proprio nei racconti brevi di Clark Ashton Smith, Zealia Brown Bishop e Hazel Heald, questi ultimi revisionati da Lovecraft stesso, una seconda e importante motivazione. Della Medusa si ricorda quanto sia orribile l’aspetto del personaggio mitologico o quanto sia pericoloso incrociare il suo sguardo. Ma la Gorgone possiede un “dono” senza precedenti, che l’avvicina proprio all’attività dell’artista. Questo dono è la capacità di pietrificare il reale, perché il risultato del suo sguardo mortale è in realtà, né più né meno, una statua di pietra. Il pittore e lo scultore infatti come la Medusa gettano il loro sguardo a ciò che li circonda, i primi immobilizzandone delle parti nella tela o riproducendole in una scultura. Per questo per gli artisti, nella letteratura come nelle arti figurative, il tema della Medusa rappresenta una sfida senza pari.
Come è possibile rendere la pericolosità dello sguardo della Medusa in una raffigurazione che la ritrae? Questo si è domandato probabilmente Caravaggio quando si è apprestato a raffigurarne addirittura il momento della decapitazione. Caravaggio vuole raffigurare la violenza della decollazione di Medusa, ma lo sforzo sta nel rendere la pericolosità dello sguardo meduseo nello spazio pietrificato. Da qui il particolare utilizzo della prospettiva in un ritratto davanti al quale, per definizione, non possono circolare liberamente le traiettorie degli sguardi del fruitore.
La capacità di pietrificare il reale rappresenta una sfida anche per i protagonisti dei racconti fantastici dove il confronto con la potenzialità creativa ma mortale della Gorgone è affidato proprio a scultori e pittori. Il compito per loro è di affrontare la pericolosità del suo sguardo magari per ritrarla o quello di gestire improvvisamente la capacità di pietrificare istantaneamente esseri viventi proprio come la Medusa.