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Nel futuro il sistema solare o meglio lo spazio è stato colonizzato dall’umanità con colonie orbitali, astronavi-stato, mondi e habitat artificiali. All’interno di questa vasta porzione di spazio stellare abitato si sono sviluppate una molteplicità di possibilità evolutive per l’umanità. In particolare è in corso uno scontro tra due opposte fazioni, i Plasmatori e i Mechanist. Le fazioni rappresentano l’alternativa tra due diverse identità e possibilità evolutive, che passano però ambedue attraverso la trasformazione e la ridefinizione del concetto di umanità. I Plasmatori rappresentano la capacità di intraprendere profonde alterazioni genetiche e psichiche mentre i mechanist sono l’alternativa cibernetica.
Lidsay è il protagonista del romanzo nasce nella Repubblica Corporativa Circumlunare del Mare di Serenitatis, un habitat artificiale vecchio di duecento anni in orbita intorno alla luna della Terra, una della più vecchie nazioni-stato dell’umanità nello spazio. Gli anziani che speravano di mantenersi in equilibrio tra le due superpotenze si fidarono dei Plasmatori e decisero di inviarlo a sedici anni al Consiglio dell’Anello nell’Accademia dei Plasmatori perché si perfezionasse nell’arte della Diplomazia, per dieci anni gli psicotecnici avevano riversato l’indottrinamento dentro di lui. La Repubblica cadrà però in mano ai Mechanist e Lidsay diventa così la prova di un rapporto compromettente e ingombrante.
Lidsay diventato ormai un “cane solare”, un vagabondo dello spazio, rappresenta di per sè un “soggetto artistico” infatti i suoi movimenti mostrano “una sinistra fluidità” con grande grazia e scioltezza. Nel passato possiamo definire l’attività di Lidsay come quella di un regista teatrale in particolare ha messo in scena al Museo drammi politici per la causa preservazionista, un movimento giovanile reazionario con un attaccamento romantico all’arte e alla cultura del passato.
Il primo artista che viene descritto da Sterling è un giovane plasmatore Paolo Mavrides, un guerriero della potente famiglia-clan genetica dei Mavrides, lanciato con alcuni congenetici-familiari dietro le linee del nemico dentro un asteroide (un guscio di altopolimeri che ospita piccoli avamposti di spie di dati, esperti plasmatori di cifrari vi intercettavano le trasmissioni intercartello. Paolo all’insaputa dei propri familiari-superiori si è scavato un rifugio all’interno di una caverna -laboratorio all’interno di una delle grandi vene di pietra, un luogo segreto nella roccia, dove si trovava quarzo, biossidi di silicio usando perforatrici portatili a plastica ad espansione. Nel rifugio in una cavità scavata nella roccia e grande quanto un armadio galleggiava un macigno oblungo: era una scultura da due tonnellate. Paolo insieme a Fazil aveva scolpito la propria testa, una scultura che nasce dalla consapevolezza che lanciati nelle fauci del nemico non sarebbero più tornati indietro.
Il destino di questa scultura è di essere lanciata nello spazio attraverso l’anello di lancio dell’asteroide in modo che “forse un giorno qualcuno la vedrà. Forse qualcosa, fra cinquecento milioni di anni, nessuna traccia, più, di vita umana, la raccoglierà, la mia faccia” e ancora “potrebbe rimanere in orbita fino a quando il Sole avrà raggiunto lo stato di nana bianca, forse fino a quando sarà ridotto ad un ammasso di cenere nera, fino a quando la Galassia non sarà esplosa oppure il cosmo non si sia divorato tutto. La mia immagine, per sempre”.
La scultura non verrà lanciata nello spazio perchè nell’asteroide esploderà la battaglia ma proprio a causa dei danni provocati dalla struttura spaziale riemerge la scultura in modo del tutto inaspettato. Il robot di famiglia dei Mavrides era stato gravemente danneggiato con la sottrazione del cervello, ormai fuori controllo caricava freneticamente “una tonnellata dopo l’altra di carbone grezzo dentro il già stracolmo ed eruttante “ware” organico, una schiumante massa di plastica venive emessa a fiotti dentro l’anello di lancio, che era stato anch’esso rovinato dalla slittata della gabbia di lancio.
Avverrà così che la plastica colerà fuori dall’anello di lancio era accaduto cioè che “dal foro di uscita dell’anello di lancio si estrudeva un tubo di di schiuma di plastica lungo quasi mezzo chilometro. Sulla punta di quella spira simile ad un verme c’era un rozzo bitorzolo. Lindsay si rese
conto con un immediato e soffocante shock che si trattava della testa di pietra di Paolo, chiaramente incorniciata dentro il relitto simile ad un fiore della gabbia di lancio.” Quando Nora, l’altra sopravvissuta nell’asteroide con il protagonista Lindsay, fa esplodere il cannone nucleare dell’astronave (la Red Consensus) che aveva abbordato l’asteroide, nel tentativo di segnalare la loro presenza per un salvataggio vengono individuati dagli alieni, da poco giunti nello spazio abitato dagli umani. Gli alieni scambiano il casuale ammasso di plastica, con la scultura di pietra raffigurante la testa di Paolo Mavrides in cima, per un opera d’arte richiedendo informazioni sull’artista e trattando l’immediato acquisto dell’asteroide. Lindsay si spaccerà per l’artista che ha realizzato l’opera e l’esplosione del cannone nucleare diventerà null’altro che una tecnica artistica utilizzata per ottenere una sfumatura dell’opera d’arte, per annerire la scultura.