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L’arte si rivolta contro Pigmalione: Clark Ashton Smith

Dare nuova vita al “potere di Pigmalione” all’interno della corrente letteraria fantastica e fantascientifica significava collocare la storia in un contesto nuovo. È stato quindi inevitabile che si operasse una trasformazione e una contaminazione in due direzioni. La prima che appare evidente tra gli scrittori fantastici consiste nel fornire allo scultore impegnato nella realizzazione della statua un risultato inaspettato. Non la dolce figura di cui innamorarsi ma statue che portano con sé tutte quelle caratteristiche demoniache che appartenevano all’altra tradizione di racconti. Così come in Mérimée la statua che si anima, dopo aver ricevuto l’anello, è in realtà un demone maligno e vendicativo ora le statue del nuovo Pigmalione sono disposte ha distruggere il proprio creatore.

È Clark Ashton Smith che riprende in modo originale ambedue le tipologie di racconti fondendole infine in un solo racconto. Un primo approccio con il tema del risveglio di un’opera d’arte avviene nel “Il ritrovamento di Venere” dove si narra la storia del ritrovamento di una statua bellissima nell’orto dell’abbazia benedettina di Périgon nell’Averoigne.

La statua era perfetta “ma quella perfezione aveva qualcosa di indefinibilmente diabolico”. Completamente nuda l’avvenente statua pagana ricordava la “maliziosa e invereconda voluttuosa Citerea” ma i monaci, non ha digiuno di cultura classica, si convinsero che si trattava di Venere, e percepirono presto che uno strano incantesimo e “un influsso demoniaco e sovvertitore” proveniva da quella statua di marmo. Nell’abbazia molti monaci si macchieranno di episodi riprovevoli e una volta interrogati dichiaravano che erano sotto l’influsso di quella statua. Alcuni notarono che la statua dava l’impressione di non essere “un idolo scolpito ma, una donna in carne e sangue o un vero e proprio demonio in sembianze femminili che aveva ripetutamente cambiato posizione” fino a camminare nell’orto di notte. Una notte uno dei frati nel tentativo di distruggerla morirà. Il corpo con “il cranio fracassato” giaceva schiacciato sotto il petto della statua. Ma ciò che più stupirà i giovani frati sarà la posizione inspiegabile delle braccia marmoree della Venere che avevano mutato posizione ed erano avvinghiate al morto. 

Se il racconto di Mérimée rimane nel solco della tradizione del tema “del giovane fidanzato ad una statua” la Venere di Clark Ashton Smith rappresenta una libera elaborazione. Le statue che prenderanno ora vita nasconderanno sempre qualcosa di maligno e pericoloso. Naturalmente gli artisti abituati, fino ad ora, alle statue colme di amore protagoniste del mito di Pigmalione, si troveranno di fronte ad un possibile imprevisto, la scultura invece di regalare amore si prepara a distruggere il suo creatore-artista, ad esigerne la vita stessa proprio come il demone malvagio presente nei racconti del giovane fidanzato ad una statua. È proprio Clark Ashton Smith che ci introduce a questa variazione nel mito di Pigmalione, in “The Maker of Gargoyles”, lo scultore protagonista trasferisce, a sua insaputa, la propria cattiveria a due sue creazioni scultoree e viene da queste distrutto.