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La polemica antiscientifica e l’atteggiamento delle istituzioni artistiche

L’arte umana del futuro immaginata dai narratori della letteratura d’anticipazione è fortemente caratterizzata dalla tecnologia. Gli artisti esplorano qualsiasi nuova tecnica o tecnologia. Il ruolo giocato dal progresso scientifico e dalla tecnologia in particolare è positivo, l’uomo riesce a convivere con le trasformazioni indotte dalla modernizzazione. Non è solo possibile realizzare delle stupefacenti opere d’arte ma in alcuni casi l’attività creativa diventa modello per tutte le attività umane. Ad esempio in Van Doski, “Viaggio nel 3000”, l’arte rappresenta un attività liberante che coinvolge tutta la popolazione.

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Proprio nella letteratura fantastica e fantascientifica però si è sviluppata una corrente fin dagli albori che è sempre presente e nella quale il confronto con l’infinita potenzialità della scienza umana è vissuto come una fonte di possibili catastrofi e sciagure per l’essere umano. Apre la lunga lista di romanzi e racconti sul tema il “Frankenstein ovvero il moderno Prometeo” con le descrizioni dei tentativi dell’uomo di avvalersi della scienza per appropriarsi del segreto della creazione della vita umana.

Da allora numerosi autori hanno incarnato questa paura e preoccupazione. Può stupire che la rivista di Hugo Gernsback che nel 1926 usciva, coniando il termine science fiction, con lo scopo dichiarato di divulgare a un più vasto pubblico “le meraviglie della tecnica” ne sviluppasse anche una puntuale critica. Nella fantascienza al contrario la consapevolezza della crisi del razionalismo si è espressa, anche se a volte inconsciamente, mettendo l’uomo davanti alle responsabilità delle sue scelte. La polemica antiscientifica toccò temi che diventeranno classici come il problema della delega delle attività umane alle macchine e la possibilità che si rivoltino.

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Dai racconti di Francis Flagg a “La rivolta delle macchine” (1931) di Arthur Leo Zagat e Nat Schachner fino al “2001 Odissea nello spazio” di Arthur Clarke. L’inquetudine si è accentuata con l’avvento della tecnologia nucleare e il pericolo di una distruzione dell’intero pianeta. Purtroppo il catastrofismo nella narrativa d’anticipazione ricevette da Hiroshima e Nagasaki un forte impulso. Queste storie partono dall’assunto che l’uomo è incapace di controllare la scienza.